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Trend e scenari del Turismo Enogastronomico

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Il turismo enogastronomico emerge come uno dei motori primari nell’ambito dell’industria turistica, esercitando un richiamo su viaggiatori provenienti da tutto il globo, che vengono attratti a scoprire le destinazioni italiane. Questa modalità di viaggio agisce da catalizzatore economico per le comunità locali, generando nuove prospettive non solo nel panorama turistico, ma anche nell’ambito agroalimentare. Scopriamo in questo articolo alcuni dati di riferimento rispetto ai turisti enogastronomici di questi anni e ai trend che si profilano.

Il turista enogastronomico: alcuni dati

I viaggiatori manifestano una costante ricerca di esperienze gastronomiche durante i loro spostamenti. Secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano nel corso del 2021, il 92% dei turisti italiani ha deciso di acquistare almeno un’esperienza enogastronomica nei tre anni precedenti. Nel 2022, il 67% dei turisti italiani si è dedicato a un minimo di cinque esperienze, registrando un incremento rispetto al 2021 (quando era al 42%) e recuperando rispetto al 2019 (86%). Tra i turisti italiani, il 94% ha sperimentato esperienze culinarie nei ristoranti, il 74% ha visitato i luoghi di produzione, il 60% ha partecipato ad eventi enogastronomici, il 54% ha intrapreso attività legate al food&wine, il 48% ha intrapreso tour tematici o itinerari e il 65% si è avvicinato ad altre esperienze a tema.

Si osserva un costante aumento nel numero di turisti che intraprendono viaggi spinti principalmente dal desiderio di esplorare le delizie culinarie, sia in Italia che all’estero. Questo gruppo rappresenta il 21% dei turisti enogastronomici italiani, evidenziando un incremento del 4% rispetto al 2019.

Cosa cercano i turisti?

I turisti sono desiderosi di immergersi nell’esperienza enogastronomica locale e nell’essenza territoriale in tutte le sue sfaccettature, alla ricerca di proposte autentiche e variegate. Il 57% dei turisti italiani si identifica come orientato a provare qualcosa di inaspettato nella destinazione a livello enogastronomico, registrando un notevole aumento rispetto al 2016 (+23%). Inoltre, uno studio condotto da American Express Travel sottolinea che il 90% dei turisti desidera esplorare destinazioni mai viste in precedenza proprio spinto dall’innovazione culinaria.

I turisti si dimostrano quindi fortemente orientati all’innovazione delle proposte enogastronomiche. I viaggiatori sono inclini a sperimentare nuove attività, preferibilmente in stretto contatto con la natura. La metà degli italiani manifesta interesse nel partecipare a corsi di “foraging” per apprendere l’arte di raccogliere piante e frutti selvatici da gustare presso cantine, birrifici o frantoi. Il 41% è attratto da corsi di sopravvivenza in cantina (ad esempio imparare ad accendere un fuoco o trovare acqua potabile).

I trend del turismo enogastronomico

Sulla base di questi dati, riassumiamo qui le tendenze emergenti.

Sostenibilità: L’aspetto enogastronomico sta guadagnando un ruolo sociale sempre più rilevante. Le aziende stanno diventando rappresentanti dei contesti territoriali e necessitano di comunicare la loro sostenibilità, mettendo in evidenza i legami solidali con il territorio e la comunità locale.

Undertourism: Il turismo enogastronomico sta contribuendo alla crescita delle aree rurali, in cui la natura e gli spazi aperti giocano un ruolo chiave. È diventato essenziale deviare i flussi turistici verso queste zone per evitare l’eccessiva affluenza nei luoghi più gettonati.

Benessere e “Nature Bathing”: Le esperienze enogastronomiche stanno sempre più integrando il benessere, un aspetto sempre più importante. Occorre creare offerte turistiche che abbiano come fulcro sia il cibo di qualità che esperienze curative, offrendo ai viaggiatori un modo per rigenerarsi.

Integrazione tra contesti urbani e rurali: dopo che il lavoro smart ha contribuito a promuovere il turismo rurale durante la pandemia, il turismo enogastronomico sta ora facendo ingresso anche nelle città, grazie a iniziative come fattorie urbane, spazi verdi e prodotti a km zero.

Esperienza di accoglienza a 360 gradi: Il viaggio enogastronomico non è limitato solo al periodo di visita, ma si estende anche alla fase di pianificazione e alla condivisione dell’esperienza. Il concetto di “neverending food tourism” sta crescendo costantemente, richiedendo agli operatori di investire nella digitalizzazione attraverso app, realtà aumentata, e-commerce, degustazioni virtuali e offerte speciali legate alle degustazioni a domicilio.

Turismo attivo e slow: I turisti interessati all’enogastronomia sono sempre più esigenti e attivi. Creatività, innovazione ed esperienza sono i pilastri su cui basare l’offerta per soddisfare questa crescente domanda. L’unione del turismo slow e attivo è sempre più evidente: la degustazione lenta, le passeggiate tra i vigneti, escursioni in bicicletta lungo strade di campagna e partecipazione ad eventi locali come la vendemmia o la raccolta delle olive illustrano come il turista enogastronomico stia evolvendo.

Richiesta di esperienze innovative: I turisti enogastronomici sono alla ricerca di esperienze nuove e originali che vadano oltre le tradizionali visite in cantina e le degustazioni. Sono particolarmente gradite le esperienze raffinate e innovative, come combinare l’agriturismo con attività di benessere come sessioni di yoga e pilates nella natura. Anche nell’ambito della ristorazione, i turisti cercano formati innovativi, come ristoranti temporanei in hotel, servizi di consegna a domicilio e degustazioni virtuali. Proporre esperienze che considerino i tempi del turista, come degustazioni rapide, pic-nic tra i vigneti e street food, è altrettanto importante per soddisfare le diverse esigenze dei clienti.

Crescita del Biologico, del movimento Slow Food e degli agriturismi: C’è un interesse crescente per i prodotti biologici. Il concetto di “locale” sta venendo rivalutato, valorizzando i prodotti e le tradizioni del territorio tramite agriturismi e aziende del territorio. In questo contesto, guadagnano rilevanza i birrifici, i musei del gusto e i siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

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